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Approfondimenti – Jane Austen e il suo tempo


L’epoca Regency

L’epoca Regency (1811/1820) fu un periodo di transizione in cui il re Giorgio III fu dichiarato inabile a governare e suo figlio Giorgio IV divenne prima principe reggente e poi re.
Jane Austen e il suo tempoQuest’epoca è conosciuta per la finezza dei suoi costumi e per aver raggiunto dei traguardi importanti in politica ed economia nonostante imperversassero le guerre napoleoniche. Il principe reggente stesso fu patrono della rinascita culturale richiedendo la costruzione di svariati edifici che rappresentassero il nuovo stile della corte.
Tuttavia la società era molto stratificata e, nonostante fino a noi sia arrivata un’immagine di finezza ed educazione, questo fu un periodo in cui si sviluppò fortemente la prostituzione, la delinquenza e in generale la povertà.

Nel 1814 i primi editori inglesi cominciarono ad utilizzare una macchina alimentata a vapore per stampare quotidiani e libri. Si creò un’ulteriore avanzamento nella produzione, capace adesso di soddisfare una domanda maggiore. Questo cambiamento portò al sorgere di un nuovo tipo di romanzo, quello romantico.

Jane Austen e le sue eroine

Jane Austen e il suo tempoNata alla fine del 1775, Jane Austen fu una scrittrice di grande talento in un periodo in cui le donne non potevano essere altro che mogli e madri.
Lo scopo delle sue opere è quello di criticare la classe borghese del 18° secolo ed, in particolare, ella esplora la figura della donna in un’epoca in cui il matrimonio veniva visto semplicemente come un mezzo per assicurarsi una stabilità economica.
La sua fama è dovuta a una pungente ironia e al realismo con cui ella racconta e critica i costumi della sua epoca. In effetti, nelle opere della Austen, è chiaro come per ella sia importante il contesto in cui le sue eroine sono cresciute. I genitori, quasi sempre figure genitoriali fallimentari, insegnano che la posizione sociale e quella economica sono i fattori più importanti di un matrimonio. Nozione che l’autrice stessa aborrisce.

In Orgoglio e pregiudizio il matrimonio viene posto al centro della narrazione ed è presentato sotto varie luci. Abbiamo, infatti, il pensiero di Charlotte Lucas sul matrimonio di convenienza e i coniugi Bennet che ne impersonano la cattiva realizzazione. Mentre ci sono personaggi, come quelli principali, che si uniscono in matrimonio solo quando sono certi di rispetto e affetto reciproci.
In questo modo l’autrice porta il lettore a farsi una domanda e cioè “Qual è il tipo di matrimonio più desiderabile?”.

Jane Austen e il suo tempoIl denaro ha una posizione di rilievo nella scelta del coniuge, non solo per le donne che intendono assicurarsi una vita agiata, ma anche per gli uomini che, sposando una donna dagli ampi mezzi, possono elevare il loro status sociale o addirittura avere delle parentele importanti.
I soldi hanno però un ruolo maggiore per la donna che, a causa delle leggi del periodo, non è padrona della sua fortuna, non può ereditare e deve dipendere sempre o da suo padre o da suo marito.

La posizione sociale era però un problema in quanto, due persone che facevano parte di due classi differenti non erano solite unirsi in matrimonio. Se lo facevano, la loro unione era socialmente mal vista e ostracizzata.

Per il ruolo che dà alle sue eroine, donne capaci di sovvertire le leggi della società, Jane Austen è spesso considerata una protofemminista. In realtà ella non faceva altro che scrivere e ridicolizzare quello che conosceva meglio.



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