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Recensione – Cime tempestose

Cime tempestoseTitolo: Cime tempestose
Titolo originale: Emily Brontë’s Wuthering heights
Regista: Peter Kosminsky
Attori principali: Ralph Fiennes, Juliette Binoche, Janet McTeer
Casa di produzione: Paramount pictures
Anno: 1992
Durata: 1h45m
Genere: drammatico
Voto: 4/5

Tratto dall’omonimo romanzo scritto da Emily Brontë, Cime tempestose è una delle poche trasposizioni cinematografiche che ne ricalca la storia per intero.
In effetti, la trama di questo libro può essere divisa in due parti: la prima e la seconda generazione – chiamate così perché la seconda vede entrare in scena i figli dei protagonisti della prima.

Cime tempestoseAl contrario di quanto si possa pensare, questo film non mette in scena una bella storia d’amore, bensì una di ossessione e vendetta.

Cime tempestose – La trama

Ritrovato dal signor Earnshaw (John Woodvine) a vagare per le strade di Liverpool, il giovane Heathcliff (Ralph Fiennes) passa un’infanzia spensierata con Catherine (Juliette Binoche), figlia del suo salvatore.
Una volta diventati grandi, i due si rendono conto che il sentimento che li lega è qualcosa di più dell’amicizia ma essi vengono brutalmente separati prima dalla morte del padre di lei e poi da un’incidente che coinvolge la ragazza. A causa di un malessere nei pressi di Thrushcross Grange, infatti, la ragazza viene ospitata dalla famiglia Linton. Ella assiste in questo modo ad un diverso stile di vita e dove fa innamorare di sé il giovane Edgar (Simon Sheperd).
Tornata a casa, a Whutering heighs, saranno evidenti a tutti i cambiamenti nel carattere della ragazza che, nonostante dichiari alla sua fedele Nelly (Janet McTeer) di essere profondamente innamorata di Heathcliff (Ralph Fiennes), decide di sposare Edgar (Simon Sheperd) grazie alle sue ricchezze.
A questo punto Heathcliff (Ralph Fiennes) decide di partire e tornare solo quando potrà effettuare la sua vendetta nei confronti di Catherine (Juliette Binoche) e di tutti quelli che si sono frapposti tra loro.



I personaggi

Heathcliff (Ralph Fiennes) è un personaggio complicato che da giovane orfano diventa poi un mostro senza cuore, accecato dall’ossessione e dal risentimento. Tutto fa pensare che, almeno in parte, le sue azioni non sono altro che il risultato del modo in cui lo ha trattato la società a causa della sua diversità.
Catherine (Juliette Binoche), invece, mentre dal principio appare come una ragazzina spensierata ed acquista le simpatie dello spettatore, poi muta in una donna viziata e superficiale, diventando un ulteriore molla che fa scattare il peggio in Heathcliff (Ralph Fiennes). Posseduta dalla stessa ossessione del suo amico d’infanzia, ella avrebbe di gran lunga preferito saperlo morto piuttosto che legato ad un’altra, anche quando ella stessa aveva legami altrove. Le sue nevrosi descrivono al meglio il rapporto di dipendenza che ha nei confronti di Heathcliff (Ralph Fiennes) ma la rendono un personaggio odioso perché non è capace di accettare le conseguenze delle sue azioni.

Cime tempestoseI dialoghi tra i personaggi funzionano, l’unica cosa che non mi è piaciuta molto è stata far interpretare due personaggi a Juliette Binoche. Da un lato credo che si volesse fare una sorta di continuità tra la prima e la seconda parte della storia. Dall’altro è una cosa mi indispettisce un poco.
Degna di nota l’interpretazione di Janet McTeer nei panni di Nelly.

Considerazioni finali

L’ambientazione è quella di metà ‘800 e il modo in cui essa viene resa nel film è veramente adatto allo spirito cupo del romanzo. A causa della sua età, la pellicola appare granulosa. Questo piuttosto che essere considerato un difetto diventa un pregio che infonde al film un’effetto vintage.
Gli effetti speciali utilizzati non sono molti ma sono  davvero ottimi per descrivere il cielo e il clima di quei luoghi. La colonna sonora è alquanto banale e ripetitiva.

La complessità della trama del romanzo poteva essere un grande ostacolo alla riuscita di questo film. La scenografia ed il montaggio sono però riuscite a renderle giustizia anche se il ritmo incontra dei momenti di rallentamento.
Da vedere se si è fan o se si è troppo pigri per affrontare il libro.



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