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Il club di Jane Austen – Orgoglio e pregiudizio


Jane Austen



Jane AustenTitolo: Orgoglio e pregiudizio
Titolo originale: Pride and prejudice
Autore: Jane Austen

Traduttore: Maria Luisa Agosti Castellani
Genere: historical romance
Casa editrice: BUR
Data di pubblicazione: 2010
Voto: 5/5

Scritto nel 1813 da Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio è uno dei romanzi più conosciuti della letteratura inglese.
Considerato dall’autrice il suo “caro bambino”, il volume fu pubblicato per la prima volta a proprie spese sotto il titolo di First impressions.

La storia narra dell’incontro tra la giovane Elizabeth Bennet ed il ricco Mr Darcy, un avvenimento che cambierà le loro vite e influenzerà anche quelle delle persone a loro vicine. I protagonisti, infatti, danzano all’interno di una spirale di avvenimenti ed emozioni che li portano a crescere e a migliorarsi, superando numerose difficoltà e ostacoli.

Pride and prejudiceAd uno sguardo superficiale può sembrare che l’argomento principale del romanzo non sia altro che una melensa storia d’amore, ma è proprio attraverso questa che l’autrice riesce ad affrontare dei temi molto più importanti, come quello della differenza tra le classi sociali, il matrimonio e la posizione sociale della donna nell’epoca Regency, periodo in cui tra l’altro si ambientano le vicende.

I personaggi

Elizabeth e Darcy rappresentano i sentimenti che danno vita al titolo del romanzo. Lui possiede un orgoglio di classe smisurato mentre lei la presunzione di farsi guidare dalla prima impressione che ha sulle persone. Lui è timido e taciturno, molto spesso imbarazzato dalla società che lo circonda, ma in fin dei conti di buon cuore. Lei è estroversa e molto sicura di sé, dedita alla lettura e ai piaceri che una passeggiata può dare.

Vizi e difetti

I protagonisti sono dei personaggi ben delineati che, insieme a quelli secondari, rappresentano uno dei bersagli dell’ironia dell’autrice contro i vizi della società borghese. La morale del romanzo, infatti, è proprio quella di non lasciarsi guidare troppo da questi ultimi.
A tal proposito è da ricordare la figura della signora Bennet, che, esasperante al massimo per il continuo lamentarsi per i suoi poveri nervi, non riesce a pensare ad altro che a far sposare le sue figlie con ricchi gentiluomini, non curandosi del loro aspetto o dei sentimenti delle proprie ragazze (si pensi alla vicenda che vede coinvolto Mr Collins).

Come sua moglie rappresenta uno dei difetti della classe borghese, anche il signor Bennet viene descritto in modo tale da rappresentarne l’indolenza. Egli, infatti, deluso dalla mancata nascita di un erede maschio, non muove un dito per migliorare le cose nella sua tenuta, e si rifugia nella sua biblioteca dove i libri possono farlo evadere dalle difficoltà del presente. Normale conseguenza di un matrimonio male assortito.

Pride and prejudiceSi pensi poi alla pomposità di Mr Collins nel rapportarsi alla sua patronessa. O alla eccessiva bontà di Jane. Fino ad arrivare al modo di fare troppo affettato ma non adatto alle circostanze di Sir Lucas.

Ogni personaggio presenta qualche grave difetto che lo contraddistingue ma quello che, per me, resta vincente, è Lady Catherine de Bourgh, cui appartengono i siparietti più fastidiosi ma divertenti dell’opera.

Impressioni personali

L’unico elemento negativo che trovo in questa storia è il finale. Troppo frettoloso, anche se comprendo che forse per l’autrice era più importante mostrare il viaggio, piuttosto che il suo punto di arrivo.

Il punto di forza del volume, oltre alla storia, ovviamente, è lo stile dell’autrice. Leggero, semplice, fresco, limpido e ironico, con l’utilizzo del discorso indiretto libero passa facilmente dai pensieri del narratore a quelli del personaggio e riesce a coinvolgere il lettore nella storia costringendolo a girare le pagine una dopo l’altra.

Purtroppo però, devo dire che la traduzione di questo volume, se paragonata a quello originale o ad altre versioni, lascia molto a desiderare.

E’ un libro che vale la pena leggere anche solo per i sentimenti puri che riesce a trasmettere tramite sguardi e parole tra i protagonisti, senza aver bisogno che questi abbiano alcun contatto fisico. Nonostante ciò, e forse anche paradossalmente, la sua particolarità è quella di essere, dopo più di duecento anni, attuale, e proprio questo è ciò che lo rende speciale.

 

Jane Austen

Nata nel 1775 a Steventon, Jane Austen è diventata una delle più famose scrittrici inglesi grazie all’ironia e alla satira che utilizzava nei suoi romanzi.

Figlia di un pastore anglicano dalla famiglia numerosa, ebbe la possibilità di imparare il francese ed approfondire i suoi studi, cosa che le permise di dedicarsi alla scrittura.
Non si sposò mai, nonostante si dica fosse innamorata del giovane Lefroy, allontanato da lei a causa della differenza di classe.

Nel 1800 si trasferì a Bath dove il padre morì, lasciando lei, sua madre e sua sorella Cassandra in una situazione finanziaria precaria.
Trascorse gli ultimi anni della sua vita nel cottage di Chawton, dove si ammalò – probabilmente del morbo di Addison – e nel 1817 morì.

Jane Austen è ricordata per aver scritto, tra le altre opere, Orgoglio e pregiudizio.



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