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Recensione – Le regole del caos

 

Le regole del caos

Titolo: Le regole del caos
Titolo originale: A little chaos
Regista: Alan Rickman
Attori principali: Kate Winslet, Matthias Schoenaerts, Alan Rickman
Casa di produzione: BBC Films
Anno: 2014
Durata: 1h 57m
Genere: drammatico
Voto: 7/10

 

Trailer

 

 

Le regole del caos è un film ambientato ai tempi di Luigi XIV, che mescola elementi di pura finzione a fatti storici.
Protagonista della storia è Sabine De Barra (Kate Winslet), una designer di esterni che viene convocata dal giardiniere del re, André Le Nôtre (Matthias Schoenaerts), per dare vita ad un grandioso giardino nella reggia di Versailles.

Nonostante lo stile di Le Nôtre sia più legato alla simmetria e alle regole, mentre quello di Sabine al caos (ella, infatti, fa in modo che le sue creazioni si fondano armoniosamente alla natura circostante), i due riescono a creare la più bella sala da ballo all’aperto mai esistita.


Le regole del caos

Sabine (Kate Winslet) e André (Matthias Schoenaerts)


Sabine de Barra è un personaggio complesso, traumatizzata da un passato che non è riuscita ancora ad elaborare. Le Nôtre è, invece, un uomo perennemente sotto pressione a causa del potere che il re e sua moglie hanno su di lui. I due troveranno conforto l’uno nell’altra non senza difficoltà.

Non ho apprezzato particolarmente la recitazione di Kate Winslet anche se è stata ritenuta molto buona dalla critica. Sono stata, invece, piacevolmente sorpresa da quella di Alan Rickman, che ha fatto delle sporadiche apparizioni nei panni di Luigi XIV, e da Jennifer Ehle nei panni dell’amante del re.

I temi del film sono molteplici, ma ha più risalto quello del femminismo, che rende la pellicola moderna. La stessa protagonista è un personaggio del tutto inventato che non avrebbe potuto esistere in quell’ambiente. Una scelta questa che rappresenta il progresso attuale contro la società patriarcale e la volontà di restituire alla donna l’importanza a lungo negata.

Le regole del caos
Luigi XIV (Alan Rickman)

Il ritmo della narrazione è talvolta lento anche se nel complesso si tratta di un film riuscito.

I costumi sono meravigliosi e le locations del tutto adeguate nonostante la pellicola sia stata girata interamente a Londra e mai in Francia. Il titolo del film, infatti, oltre ad indicare la commistione degli stili dei due giardinieri reali, uno caratterizzato da regole e l’altro dal caos, rappresenta anche il caos che si genera quando un film inglese gioca a fare il francese. Inoltre, Le regole del caos può anche indicare il caos che regnava alla corte di Luigi XIV, soprattutto per quanto riguardava le relazioni amorose e l’adulterio.

Aver visto questo film dopo la morte del suo regista mi ha fatto sentire molto più malinconica di quanto la pellicola stessa voglia essere. La figura del re, con le sue problematiche, desta una grande empatia e, sopratutto nella scena del giardino fiorito e nel finale, si riesce a cogliere la profondità del personaggio e l’immensità recitativa dell’attore.
E’ insomma un film che, nonostante il basso budget, riesce ad imporsi nel cuore dello spettatore e a regalargli qualche ora di pura bellezza.


 

 

In memoria di

Alan Rickman

(1946-2016)


 

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