Crea sito

Il club di Jane Austen – Persuasione

Jane Austen


 

Titolo: Persuasione
Titolo originale: Persuasion
Autore: Jane Austen
Traduttore: Giulietta Cardone Cattaneo
Casa editrice: BUR
Anno: 2010
Genere: historical romance
Voto: 5/5

 

Scritto tra il 1815 e il 1816, Persuasione è l’ultima opera completa scritta da Jane Austen. Pubblicata postuma dal fratello, è la storia di Anne e della sua “nobile” famiglia, gli Elliot.
Dopo otto lunghi anni, a causa di varie vicissitudini, la donna ritrova sulla sua strada l’uomo che aveva rifiutato, non per mancanza di amore ma per mancanza di averi. In realtà a Anne non sarebbe importato affatto delle sostanze di quell’uomo. Purtroppo ella si è lasciata persuadere da chi le stava intorno che quella fosse la cosa migliore per lei.
Gli anni sono però passati in modo infelice per lei, tra una madrina che tende a guidarla senza tener conto dei suoi sentimenti ed una famiglia che la disprezza. Effettivamente, essendo in là con gli anni, Anne viene considerata una vecchia zitella. Il padre e sua sorella maggiore, sempre attenti al loro aspetto, la ritengono bruttina e prediligono altre compagnie alla sua. Le delegano però tutte quelle incombenza che a loro non va di svolgere approfittando del suo buon cuore e della sua disponibilità.

Una volta fiPersuasionenite le guerre napoleoniche la maggior parte dei marinai della corona inglese tornano a casa. Tra questi c’è il capitano Frederick Wentworth, un eroico combattente che si è distinto in battaglia ed ha accumulato molte ricchezze. Quello che il capitano non può sapere è che suo cognato e sua sorella Sophie si sono stabiliti a Kellynch Hall, affittando la grande casa dagli Elliot. Questi, infatti, sono costretti dai debiti a trasferirsi a Bath per pagare meno lo stile di vita al quale non intendono rinunciare.

Anne e il capitano Wentworth vivono il loro incontro in modo totalmente diverso.
La donna attraversa un periodo davvero doloroso per lei. Negli otto anni passati si è resa conto di aver sbagliato a farsi influenzare e di amare ancora il capitano. Ed ora soffre per il comportamento di lui che, quasi a ragione, la ignora, le dedica aspre battute e flirta con altre donne in sua presenza.
Il capitano Wentworth, dal canto suo, crede di essere nel giusto ma si comporta da sciocco nei confronti di Anne e dei suoi stessi sentimenti. Per farle dispetto, infatti, mette a rischio, non solo la vita di una giovane e le speranze della sua famiglia ma anche la sua futura felicità domestica.

Come il capitano è un eroe austeniano atipico (egli infatti non risolve i problemi come Mr Darcy pur occupandosi di Anne a suo modo e scrivendo una delle più belle lettere della letteratura inglese), anche Anne si dimostra differente dalle eroine della Austen. Anne, infatti, non è frizzante e di spirito come possono essere Elizabeth Bennet o Emma Woodhouse ma appare al principio come una donzella remissiva e passiva. In realtà il suo personaggio ha bisogno solo della giusta spinta perché ella, a modo suo, riuscirà a sovvertire il suo mondo e a ritagliarsi un sentiero che la porti verso il lieto fine.

I personaggi secondari, come sempre nei romanzi austeniani, sono la rappresentazione di qualche vizio o difetto umano. LPersuasionea famiglia di Anne al completo ne è un esempio: suo padre e sua sorella Elizabeth sono due boriosi vanesi che pensano solo al lusso e alla bellezza; sua sorella Mary è un’ipocondriaca che si crede malata ogni qualvolta non ottiene il riconoscimente che crede le sia dovuto grazie al suo rango; ed infine suo cugino che rischia la sua felicità per soldi e titoli nobiliari.
La signora Russel è un personaggio del tutto odioso. Ella mi appare invece come una madre che intende tenere in mano le redini della vita della sua protetta muovendole solo in base ai proprio desideri. Inoltre, per quanto possa sembrare strano mi appare molto gelosa della protagonista.

Questo romanzo prende molto il lettore già dal principio. Si crea subito una sorta di simpatia per la protagonista ed il modo in cui viene trattata. Poi si soffre con lei a casua delle sue pene d’amore e si attende con lei che accada qualcosa che possa farla finalmente felice.
Gli ultimi capitoli sono assolutamente i migliori scritti dalla Austen, forse perché trasudano di un amore più maturo ed in un certo senso veritiero.

I temi presenti nel libro come al solito sono quelli di una nobiltà inglese che si basa su valori del tutto sbagliati. Principalmente quello del patrimonio e del titolo come requisiti indispensabili per contrarre matrimonio. L’insegnamento più grande che questo romanzo possa darci è però quello di non farsi influenzare dalle persone che ci circondano, siano essi parenti o amici. E’ meglio seguire il proprio istrinto e decidere con la propria testa, salvo pentirsene, piuttosto che non agire e vivere una vita infelice piena di dubbi e rimpianti su quello che sarebbe potuto essere.

Complessivamente credo che sia il romanzo meglio riuscito dell’autrice proprio perché mette da parte quell’ingenuità ed insolenza presente nelle altre sue storie. Ella si dedica ad una critica più matura e ad un’ottima storia d’amore. All’epoca credo abbia potuto aiutare molte donne, considerate zitelle dalla società, a sopportare la loro condizione con una nuova speranza. Perché anche a 27 anni tutto può succedere ed è giusto cogliere una seconda, rara, opportunità.

Chiudo la mia recensione con il punto di forza del romanzo: la lettera del capitano Wentworth. Una volta resosisi conto dei suoi veri sentimenti per Anne, e della possibilità di poterla avere ancora nella sua vita egli si espime in questo modo:

 

Persuasione


Jane Austen

Nata nel 1775 a Steventon, Jane Austen è diventata una delle più famose scrittrici inglesi grazie all’ironia e alla satira che utilizzava nei suoi romanzi.

Figlia di un pastore anglicano dalla famiglia numerosa, ebbe la possibilità di imparare il francese ed approfondire i suoi studi, cosa che le permise di dedicarsi alla scrittura.
Non si sposò mai, nonostante si dica fosse innamorata del giovane Lefroy, allontanato da lei a causa della differenza di classe.

Nel 1800 si trasferì a Bath dove il padre morì, lasciando lei, sua madre e sua sorella Cassandra in una situazione finanziaria precaria.
Trascorse gli ultimi anni della sua vita nel cottage di Chawton, dove si ammalò – probabilmente del morbo di Addison – e nel 1817 morì.

Jane Austen è ricordata per aver scritto, tra le altre opere, Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento, Mansfield park ed Emma.

Related Posts



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.