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Ask the blogger – Qual è il film più lungo che hai visto?


 

La rubrica giusta per chiedere tutto quello che vuoi!

Qual  il film più lungo che hai visto?

Se escludo Australia, il famoso film con Nicole Kidman e Hugh Jackman, il film più lungo che ho visto è sicuramente Via col vento.

Qual è il film più lungo che hai visto?Ricordo di averlo scoperto grazie a mia sorella maggiore che, durante una serata in cui una forte influenza mi impediva di uscire, mi fece compagnia e lo guardò a letto con me. Ovviamente, siccome ero solo una bambina, non capii tutti i significati nascosti della storia ma mi innamorai perdutamente non solo del protagonista maschile, ma anche di Rossella (Vivien Leigh), l’anima della pellicola. Per me lei era un nuovo tipo di eroina, e forse anche un nuovo tipo di modello, non era remissiva e in cerca di un principe che la salvasse, ma aveva abbastanza fegato per vivere la sua vita e salvarsi da sola. Certo, ci sono anche molti tratti del suo carattere che mi infastidiscono ma sono anche questi aspetti che contribuiscono a rendere il personaggio quello che è.

Nonostante il film non faccia pienamente giustizia al libro, trovo che la pellicola abbia avuto un successo meritatissimo, soprattutto tenendo conto del periodo storico in cui è stata realizzata e a tutti i problemi che ha dovuto affrontare per essere messa in opera. 

Qual è il film più lungo che hai visto?Innanzitutto, l’adattamento di un libro così lungo porta sempre una serie di problematiche con sé perché bisogna fare una sceneggiatura che non sia troppo lunga e tagliare irrimediabilmente alcune scene.
Poi bisogna trovare anche la persona giusta, che non si senta sopraffatta da questa sfida e che voglia mettersi in gioco pienamente.
Inoltre, siccome il romanzo aveva avuto un grande successo di pubblico, bisognava trovare gli attori giusti, quelli che il lettore aveva potuto immaginare mentre leggeva il libro. Ciò portò a 1400 provini per trovare la giusta protagonista femminile e a due anni di rinvio delle riprese per attendere che Clark Gable si liberasse da precedenti impegni e vestisse i panni di Rhett.

Al di là della bellezza dei costumi e delle scenografie, ulteriormente arricchite in fase di post produzione, è proprio la trama ad essere la cosa migliore dell’opera.
Per quanto rispetto al romanzo manchino molte cose, trovo che le tematiche della guerra e della schiavitù siano rappresentate molto bene (vogliamo dimenticarci della scena con i numerosi soldati feriti?). Queste sono utili a mostrarci un mondo lontano da noi, le brutture della guerra e punti di vista diversi da quelli che di solito ci vengono insegnati a scuola (come ad esempio quello della visione suddista sulla schiavitù e la guerra di secessione).

Potrei parlare per ore di questo film ma forse è meglio rimandare ad un’altra volta, magari ad una recensione, perché, come diceva Rossella: “Dopotutto domani è un altro giorno!“.

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