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Il club di Jane Austen – The Keeper: Mary Bennet’s extraordinary journey


Jane Austen


The KeeperTitolo: The Keeper – Mary Bennet’s extraordinary journey
Autore: Don Jacobson
Casa editrice: autopubblicato
Anno: 2017
Genere: time travel
Voto: 4/5

Sorgente: This book was sent to me by the publisher in exchange for an honest review

The Keeper – Mary Bennet’s extraordinary journey è il primo libro della saga The Bennet wardrobe di Don Jacobson e, come può far intuire il titolo, si incentra sulla figura trascurata di Mary Bennet e sul suo processo di maturazione.

La storia principale occupa un arco di tempo che va dall’epoca Regency, riallacciandosi agli eventi finali di Orgoglio e pregiudizio, fino agli anni della rivoluzione industriale. Grazie ai poteri straordinari del guardaroba, però, ci sono anche delle scene che si svolgono nel passato e nel futuro.
Questo armadio, infatti, non è soltanto un oggetto di arredamento, ma un portale che può trasportare nel futuro coloro che hanno nelle vene sangue Bennet (sì, anche Mr Collins…). Ovviamente questi spostamenti temporali sono regolati da alcune norme, che impediscono di influenzare o modificare troppo gli eventi.

I personaggi

La storia di Mary mi è piaciuta molto; ho apprezzato soprattutto le scene che la vedono affrontare una grave calamità e quelle che la vedono conoscere un uomo misterioso. La particolarità di questo personaggio è che passa dall’essere il topolino insignificante descritto da Jane Austen nel suo libro, ad essere una donna di maggior spessore, in grado di aiutare gli altri e a impegnarsi a far sì che avvengano alcuni dei grandi cambiamenti del suo tempo.

Insieme a quella di Mary vengono accennate anche le vicende accadute alle sue sorelle, in particolare Kitty e Lydia, mentre Jane ed Elizabeth, pur essendo presenti nell’opera, sono meno rilevanti. In particolare Elizabeth mi è sembrata una figura quasi odiosa in certi momenti.

Un altro personaggio che mi è piaciuto molto è Mr Bennet, qui più propositivo e meno procrastinatore del solito.

Particolarità dell’opera

L’autore ha inserito molte note nel suo libro e questa è una cosa che mi è piaciuta molto, perché attraverso di esse si impara molto (soprattutto ho approcciato la teoria a me sconosciuta di Heinlein). In effetti durante la lettura del libro è palese la grande cultura e il grande lavoro di ricerca che l’autore ha messo in atto per scrivere quest’opera. In particolare è affascinante come egli faccia apparire e trovare un proprio posto nella storia anche ad altri personaggi noti al pubblico (ad esempio Mary Wollestonecraft, la futura Mary Shelley). La cosa in effetti non rende la lettura sempre scorrevole, ma la arricchisce di molto (detto tra noi, essendo laureata in giapponese, quando è stato nominato il Nihon Shoki mi sono un tantino esaltata).

Un’atra particolarità di questo libro, – probabilmente perché scritto da un uomo – è la presenza del tema della guerra, molto spesso mancante nei libri di autrici donne che si focalizzano solo sulla storia d’amore.

Complessivamente la trama è molto godibile, mi piacerebbe leggere anche dei viaggi degli altri personaggi attraverso il guardaroba, e non solo di quelli delle sorelle Bennet. Sarebbe bello, infatti, vedere anche in che modo questo straordinario strumento è stato utilizzato dal signor Bennet e dai suoi antenati.


L’autore

Don Jacobson è stato uno scrittore professionista per circa quarant’anni. Il suo lavoro per la televisione e la radio gli è valso una nomination agli Emmy e altri premi. Ha precedentemente pubblicato cinque libri e nel 2015 ha cominciato a pubblicare romanzi austeniani con The Keeper.

Laureato in storia e specializzato in storia delle relazioni americane con l’estero, ha lavorato come insegnante all’università. Oltre ad essere uno scrittore, Don ama cucinare ed andare in bicicletta.

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